Ristorante Il Duomo - Ragusa Ibla

in divenire

 
“Ciccio Sultano appartiene alla categoria dei compositori. Una tavola quella del Duomo che sottolinea in ogni piatto l’attenzione, la ricerca, la cura dovuta agli ingredienti del proprio territorio. Poi il paniere degli ingredienti si può interpretare e comporre a seconda delle inclinazioni….” (Davide Paolini, Il sole 24 Ore del 28.07.2002)

“E’ il regno dello chef patron Ciccio Sultano, re dei fornelli, e del suo socio, Angelo di Stefano, in sala con validi giovani aiuti. Così deve essere la cucina italiana, così deve essere la grande cucina, siciliana o di qualunque altra regione: sana, saporita, fresca e leggera, dove la fantasia si sposa alla tradizione, dove la scuola e la professionalità coniugano inventiva e classicità, il tutto, soprattutto, con l’impiego di materia prima locale con il meglio degli ingredienti che lo chef ed il suo aiuto vanno a cercare con impegno addirittura commovente…” (Edoardo Raspelli, La Stampa, Luglio 2003)

“Il mio lavoro in cucina è ricerca, valorizzazione e nuova interpretazione dei sapori dimenticati della tradizione iblea e siciliana, il cliente deve essere accolto in una atmosfera intima ed intrattenuto con la massima cura a cominciare dalla presentazione del piatto” (Ciccio Sultano)

“Non scorderò mai la prima volta a pranzo da Ciccio Sultano, chef e patron al Duomo di Ragusa Ibla, la Ragusa bella e barocca che al tramonto mozza il fiato… Chi non conosce questa fetta magica di Sicilia meridionale, trova molti aspetti fuori dal comune, figuriamoci di fronte a un talento di notevole spessore e personalità, freschezza e nel contempo tradizione. Non si può dire che Sultano non sia siciliano, solo che lo è secondo corde sue, con una sensibilità straordinaria” (Paolo Marchi, Civiltà del bere, Giugno 2004).

“L’eccellenza vera è frutto di un tocco di genio, gran lavoro e tanta formazione. Si raggiunge soprattutto grazie a quest’ultima: una scuola seria e un duro tirocinio permettono, a chi se la sente di impegnarsi nel lavoro e a chi ha avuto dagli dei della cucina una virtù in più, di ottenere il massimo. Ciccio Sultano, vulcanico chef patron del Duomo di Ragusa Ibla è l’eccezione che conferma questa teoria. Ha il tocco divino, basta assaggiare i suoi piatti. Quanto a lavorare duro di più non si potrebbe…” (Viaggi e Sapori)

“At Restaurant Duomo, Ciccio Sultano has launched an inspired cucina from his intimate dining rooms in what was once a private house behind the church. His is a cuisine of the senses, of the pure flavours that can speak of a territory, of a landscape, of the complexity and simplicity of the culture of the island. With a true palate, he seeks out what’s best in Sicily, the sweetest fruit, the most balanced cheeses, the freshest fish, the most characterful nuts and the most aromatic herbs, and works with them to keep their identities and perfumes intact” (Decanter Italy 2003)

“Nel profondo sud siciliano dove mentalità, abitudini, burocrazia e povertà non semplificano davvero la vita di un ristoratore, Ciccio Sultano, un giova e e caparbio cuoco che sembra uscito dalla penna di Camilleri porta avanti una “missione impossibile”. Quale? Far stare bene la gente e fargli conoscere le incredibili ricchezze del territorio: formaggi, pesci, oli. Ricchezze in nome delle quali Ciccio Sultano ha rinunciato al sogno americano.

“Creare un piatto è come improvvisare nel jazz: puoi rifarlo mille volte, ma rispecchia sempre emozioni e umori di quel momento” (Ciccio Sultano)